
Questo è il periodo dell’antipolitica, almeno così dicono. Ma cos’è l’antipolitica? Non credo esista, non può esistere una società senza polis, esiste se mai la buona e la cattiva politica, la politica che da il meglio o il peggio di se, politici di rango o di terz’ordine.
L’impressione che si ha della politica, guardandola da fuori ma ancor di più da dentro è che non sia un bel momento, di grandi politici, di statisti se ne vedono pochi, di persone di buona volontà pochissime, si vedono molti improvvisati vecchi e nuovi, molti affabulatori e pure molti cialtroni che approfittando della situazione vorrebbero presentarsi come il nuovo che avanza pur essendo il vecchio che più vecchio non si può. Come reagire allora? Come ridare dignità alla politica? Come evitare che demagoghi di ieri e di oggi prendano il sopravvento? Come smascherare quelli che si sono fatti la prima, la seconda ed ambiscono alla terza repubblica ma si spacciano come la novità? Come evitare che la nostra Patria finisca in mano a neofiti incompetenti? Domande a cui è assai difficile dare una risposta, perché se il male si annida nel vecchio ma anche nel nuovo, se i principianti o i tecnici sono peggio dei politici di professione, se i politici di professione non si sanno rinnovare, non sanno assumersi le responsabilità, tutto può sembrare perduto.
Può sembrare appunto, ma non lo è, rimettiamo in moto i nostri cuori, ripartiamo dai valori fondanti del nostro Popolo, i principi non negoziabili, la valorizzazione e la difesa della persona. Scommettiamo sulla possibilità che una nuova classe dirigente sappia emergere, affermarsi e dare forza ad un progetto politico serio insieme a quanti fra i più navigati hanno mostrato capacità, ed onesta morale ed intellettuale, proprio come abbiamo voluto “fotografare” facendo con tutti voi un’incontro con Giorgia Meloni e Maurizio Sacconi. Coraggio la strada è lunga ed impervia ma la Speranza è viva e questa attesa la fortifica. Arriverà domani, tornerà la Politica e per noi, per l’Italia ed il suo popolo ci sarà ancora un futuro.
Un avviso ai naviganti: però, non basta cambiare nome per cambiare e migliorare un partito, serve molto di più delle scorciatoie mediatiche. Se poi si decide di mutare nome mi permetto di dire che non ho mai sentito nessuno definirsi moderato, non ho mai visto nessuno appassionarsi per questo aggettivo. Appassiona l’amore verso la politica e verso gli altri, appassiona l’idea di un Popolo che cammina insieme, che sa essere comunità, diamo un nome a questa passione, chiamiamoci Italia Popolare, altro che moderati.
Federico Iadicicco
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